Il Blog che guarda tutto cio che vede


Sabato 31 Ottobre 2009 h 19:00
CSOA Ex-Snia, Via prenestina 173 Roma
Presentazione del progetto
Anopticon





IMMAGINI UNICHE


Questo video mostra la dimensione delle aree videosorvegliate di Venezia. Per la prima volta mostriamo le aree videosorvegliate ricostruite precisamente su foto aeree.
Provate a rendervi conto delle dimensioni. Viene anche mostrata una telecamera del sistema ARGOS2 da vicino con tutti i dettagli.

Queste sono "immagini uniche":
Qunado le telecamere sono molto vicine, coprono tutto il territorio e sono collegate fra loro, viene fatto un collage. Praticamente non esistono coni d'ombra.
Le telecamere del sistema Argos e ARGOS2 creano delle aree videosorvegliate molto grandi, in questo video si mostra un'anteprima della ricostruzione.

Giusto per renderci conto della dimensione del problema, e soprattutto delle aree videosorvegliate.
 

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Avete mai visto il primo film "Matrix"?
Avete presente Quando Neo si accorge del "Deja-Vú", che viene rivelato dagli altri come "imperfezione del sistema", e si accorgono che su matrix viene cambiato qualcosa?

Poco tempo fa mi pareva di percepire una sensazione simile.

Il giorno del 13 luglio mi compro come al solito "la Nuova Venezia", come sempre comincio a leggere camminando verso casa. Passando per i Frari arrivo all'articolo "Venezia sotto videoscorta" e mi fermo di colpo.
Stavo leggendo proprio in quel momento l'intervista a Marco Agostini - il comandante della polizia municipale di Venezia, sull'argomento delle telecamere presenti a Venezia. Quello che avevo appena letto, l'avevo giá sentito una volta.

"Io credo che chi si comporta bene non abbia niente da temere dalle telecamere."
- Marco Agostini, in "la Nuova Venezia", 13 luglio 2009


Eh si certo, questo mi pare molto familiare, mi ero solo dimenticato della frase precisa.
Mi veniva di colpo in mente, facendomi ritornare nel cortile della mia scuola elementare nell'anno 1988.

Ah si, scusate. Non mi sono ancora presentato. Mi chiamo G., sono nato nella ex Germania orientale, dietro la cortina di ferro.

La fine degli anni 80 non era proprio un tempo felicissimo per l'amministrazione socialista del paese, l'unione sovietica stava cambiando il suo volto sotto Gorbaciov, l'economia statale era quasi al punto zero in tutto il blocco est. Tutto sommato la gente cominciava a bussare mentalmente al muro di Berlino.

Come succede spesso in tali tempi, nei stati totalitari i servizi segreti e la polizia statale devono fare gli straordinari. Nel caso della Germania orientale questo significava che la Stasi (Staatssicherheit Sicurezza dello Stato) era molto interessata alla vita privata di tutti gli elementi "sovversivi", appoggiandosi su una rete di IM (Inoffizieller Mitarbeiter, collaboratore non-ufficiale).
Questi IM non erano altro che dei privati che facevano il denunciante in cambio di qualche privilegio. Per esempio una nuova macchina Wartburg senza dover aspettare per alcuni anni.

Le persone sospettate di agire contro l'ordine del socialismo realmente esistente venivano spiate fino ai dettagli più privati della loro vita. Le cartelle della Stasi, ormai rese pubbliche, sono diventate l'icona di un sistema politico che non si fidava minimamente dei suoi cittadini.

Telefoni controllati e posta intercettata, cartelle con centinaia di pagine di informazioni su movimenti e contatti privati, conversazioni trascritte e incontri fotografati. A me venivano i brividi quando io, anni dopo, vedevo le loro macchine che aprivano e risigillavano le lettere. Una tale perfidia bisogna vederla per crederci.

Tornando al discorso di prima, nel anno 1988 nel cortile della mia scuola elementare ripetevo ai compagni di classe una battuta sentita il giorno precedente alla TV della Germania occidentale, di cui la visione non era precisamente vietata ma neanche molto gradita dalla parte del partito (veniva considerata come “propaganda sporca del capitalismo”).

La battuta era così: “L'uomo ha 2 gambe e 32 denti. Nel Politbüro della Germania orientale è al contrario”.
Il Politbüro era l'ufficio della politica, il comitato più alto del partito.

Nessuno di noi ragazzi capiva veramente cosa significava, ma era divertente lo stesso. Soprattutto per qualcuno che la trovava tanto divertente al punto da raccontarla a qualche maestro.

Due ore, o due lezioni e mezza dopo, durante la lezione di matematica elementare arriva la segretaria e dice qualcosa alla maestra guardando verso di me.
Da ragazzino non si ha mai la camicia troppo pulita, infatti alcuni giorni prima avevo tirato con degli amici dei pezzi di carbone verso le finestre del secondo piano nella stanza degli insegnanti....
Quindi comincio ad agitarmi...soprattutto quando dicono “G., il preside ti aspetta. Adesso!”.

Dopo un cammino che mi sembrava più lungo del solito arrivo all'ufficio del preside. Egli mi aspetta dietro la sua scrivania, con a fianco due uomini in giacca e cravatta (come sul film Matrix, ma con molto meno stile e senza occhiali costosi).
Intanto il simpatico preside si ritira nella stanza a fianco e mi lascia parlare con questi due signori che si introducono come come addetti della Schulaufsichtsbehörde
(Sovrintendenza per la scuola).
Cominciano a dirmi che avevano ricevuto troppe segnalazioni riguardando il mio comportamento, quindi dovevano parlarmi di persona per decidere se trasferirmi in una scuola più “adatta” a me. Per esempio un'internato statale.

Sentendo tutto ciò non ho soltanto preso paura, ma un vero e proprio attacco di panico.
Mi ero ricordato di ogni sasso tirato, di ogni scherzo fatto agli insegnanti - cominciavo a pensarli come se fossero stati crimini di chissà quale calibro.
Sapete come un ragazzino pensi facilmente che queste cose pesino all'inverosimile.

Intanto davanti a me i due signori preoccupati “per il mio comportamento dimostrato nel passato e la mia inadeguata integrazione nel collettivo socialista”, aprono una cartella. Dentro a questa cartella si trova quasi tutto quello che avevo fatto nei primi due anni di scuola, addirittura le conversazioni tra me e i miei amici su cose che dicevano i nostri genitori.
“K.: Ma da dove hai preso le Matchbox (macchinette in scala da collezionare, anni '80)
Mio papà ha detto che non è permesso avere contatti in Germania occidentale.
G.: Mio nonno spesso spedisce pacchi da Berlino ovest, mi regala le Matchbox perchè qua non ci sono.” etc...”
In questa cartella si potevano anche trovare le fotografie della mia famiglia.
Mi ero accorto solo dopo che in quella cartella c'erano anche le conversazioni fatte a casa mia e le risposte dei miei genitori.

Dopo avermi spaventato quasi fino alla morte cominciarono a pormi delle domande:
A casa tua si guarda spesso la TV occidentale?
I tuoi genitori di che cosa parlano durante la cena?
Hai mai parlato con tuo nonno?
L'hai mai visto?
Che cose vi, manda in quei pacchi?
Io rispondevo:
“… [ehm questo e quello] … No no, c'erano anche (consulta la cartella) dei fumetti di topolino e zio paperone.”
Loro mi domandavano:
Tu sai che è propaganda contro la nostra repubblica?
Mi avevano detto: “Siamo solo preoccupati per il tuo comportamento futuro, è meglio perte se lasci perdere il contatto con tuo nonno. In realtà non ti vuole bene ma cerca soltanto di corromperti. Siamo anche preoccupati per la tua famiglia e l'ambiente in cui cresci se li permettono il contatto con te”.

Insomma tutto questo andava avanti per circa due o tre ore, ma a me ragazzino sembrava di continuare per sempre. Inutile dire che dopo mi hanno anche obbligato a non parlare di questo incontro con nessuno, specialmente non con la mia famiglia che “potrebbe già essere corrotta”.

Mio nonno cosa centrava in tutto questo? Egli era “ospitato” nel carcere famoso “Bautzen II”, condannato per essere un “traditore di stato” per motivi vari.
Dopo nove anni l'occidente lo “comprava” libero e da lì in poi abitava a Berlino ovest. Per motivi “assai ovvi” tutta la famiglia di suo figlio, mio padre, era sotto sorveglianza.
Ho visto mio nonno per la prima volta nella mia vita circa un anno e mezzo dopo, nell'inverno '89-'90. Non mi sembrava così cattivo come mi veniva suggerito.

Anni dopo ho visto tutto il materiale che la Stasi aveva raccolto su di noi. Sono centinaia di pagine, la nostra vita privata analizzata con quella dannata precisione tedesca.

Quindi... Sig. Agostini, lei crede veramente che non abbiamo nulla da temere dalle telecamere? Cosa succede con i dati raccolti? Chi li può usare? Si lo so, è tutto coperto dalla legge. Tutto legale, insomma.

Ma si tenga ben presente una cosa: Lo era anche per quelli che vent'anni fa intercettavano la mia famiglia, che ammassavano quintali di dati privati e perfino interrogavano in maniera spaventosa un bambino di otto anni per due ore solo perchè raccontava una battuta. Tutto legale e coperto dalla legge!

A questo punto finalmente mi “sveglio” in campo dei Frari, già alcuni turisti mi guardano con aria strana. E continuo leggere:

„Ma da gennaio, col nuovo Decreto sulla Sicurezza, non avremmo neppure più l'obbligo di segnalazione.[...]
Su questi temi si fa sempre confusione e si tende a dimenticare che in quanto forze dell'ordine non siamo soggetti alla privacy."
- Marco Agostini, in "la Nuova Venezia", 13 luglio 2009


Neanche la Stasi in quanto tale era legata alla privacy, per loro non esisteva affatto. Eppure erano addetti che semplicemente seguivano le istruzioni date dai loro superiori, in piena concordanza con la legge.
Ricordo: Quello stato non si chiamava “Terzo Reich” ma “Repubblica Democratica Tedesca”, infondo aveva tutte le caratteristiche per esserla. Una costituzione, un parlamento, elezioni (guidate) etc.

Quello che in gran parte la faceva diventare uno stato totalitario era come essi erano connessi. Quelli che spiavano i loro vicini, essendo IM oppure membri ufficiali della polizia, lo facevano credendosi dalla parte giusta. Da quella del pacifismo, della democrazia, dell'antifascismo etc. Credevano di difendere questi ideali.

Adesso, vent'anni dopo mi chiedo cosa avrebbero potuto fare con un tale sistema di videosorveglianza come l'Argos oppure le telecamere “Dome”...Almeno nel passato dovevano raccogliere in maniera “analogica” i dati.

Ah si: I dati venivano raccolti per “motivi di sicurezza”. Quella mia, come mi dicevano quei due signori. Grazie del pensiero.
G.S.
 
Articoli correlati:
Venezia sotto videoscorta
Risposta al "partito"




Tramaci.org il 12 settembre 2009 partecipa al freedom not fear.
Presso Cascina Autogestita Torchiera, Piazzale Cimitero Maggiore 18, Milano.

Freedom Not Fear 2009
http://torchiera.noblogs.org/




IMOB Venezia, la tua libertà di movimento non si tocca.
E chi ha mai detto che si tocchi?
Stando a quello che dicono i Garanti della privacy europei pare che sistemi come IMOB non solo violino la privacy, ma possano anche essere considerati lesivi per la dignità e la libertà individuale degli utenti.

"Etichette intelligenti" (Rfid): il Garante individua le garanzie per il loro uso - 9 marzo 2005

Infatti l'utilizzo di sistemi RFID, in un contesto in cui per spostarci dobbiamo attivare queste tessere e così fornire i nostri spostamenti, associati al nostro nome, registrarli in un sistema centrale, è considerato lesivo per la nostra privacy e la nostra libertà personale.

Per esempio si possono profilare gli utenti, scoprire dove vanno più spesso, scoprire le loro abitudini ed i loro gusti. In teoria si possono seguire, spiare, intercettare.


Screenshot dal palmare del controllore ACTV.

Ho fatto un sondaggio chiamando spesso Hello Venezia, Vela ed ACTV.
È emerso che il sistema IMOB memorizza tutti i nostri spostamenti associati al nostro nome, anche se non acconsentiamo firmando le ultime due clausole sul modulo di richiesta.
È emerso che siamo obbligati a validare il nostro abbonamento mensile ad ogni corsa, ACTV sta “educando” la gente a “bippare”. Intanto le multe sono gia diventate più salate.

In realtà ho condotto una ricerca molto più tecnica ed approffondita:
Le validatrici sono tutte collegate ad una banca dati centrale che riceve tutte le validazioni associate a tutti i dati dell'utente.
Gli stessi dati vengono contemporaneamente inseriti nella tessera, o nel biglietto, in una piccola memoria da almeno 3 fermate per ogni contratto.


Per esempio:
Il signor Rossi prende il bus per Venezia dal capolinea di Mirano. Scende a Piazzale Roma, prende il 51 per Lido. Sceso al Lido prende la linea 11 per Pellestrina.
A Pellestrina un controllore munito di palmare LDP415 verificando il titolo di viaggio del signor Rossi può sapere tutti questi spostamenti.
Nello stesso momento nella banca dati, tutti questi spostamenti vengono registrati. “Per tutta la vita del signor Rossi”.


Tratto dalle riunioni ClUB

Dal punto di vista pratico questi biglietti ed abbonamenti sono molto scomodi, principalmente per tre motivi:
  • Non e possibile sapere prima di essersi presentati presso le validatrici, o dispositivi simili, se ci sono titoli di viaggio validi all'interno della tessera o del biglietto.
    Prima bastava guardare se il biglietto era timbrato.
  • Con l'abbonamento cartaceo non eravamo obbligati a validarlo ogni volta prima di salire sul mezzo.
    È aumentata la scomodità.
  • Sui vecchi biglietti al massimo si poteva risalire all'ultima fermata leggendo il biglietto stesso.
    Su questi sistemi RFID si può sempre tracciare l'utente.
    È stata eliminata la privacy.

Questi chip, quando si trovano nel campo di una particolare frequenza radio, si accendono ed emettono segnali identificandosi. Possono fare tutto questo anche se il chip si trova in una tasca oppure in una borsa.


Sistema RFID nei bliglietti ACTV

Questo vuol dire che RFID si può attivare all'insaputa dell'utente.

Calypso è stato inventato dalla RATP (Régie Autonome des Transports Parisiens) in collaborazione con SNCF (Société nationale des chemins de fer français), che sono aziende di trasporti Francesi.

Questo sistema è stato brevettato da RATP ed SNCF, quindi bisogna pagare il diritto d'autore perchè c'è un copyright e bisogna avere la licenza per usare calypso..
Le specifiche tecniche sono coperte da un contratto di riservatezza NDA e perciò sono in parte segrete.

Una società che possiede la licenza per usare Calypso è la ACS solutions. (Si può anche notare lo stesso marchio sulle validatrici).
La ACS produce il palmare LDP415 della HP in dotazione ai controllori ACTV, le validatrici (Modello Proxibus), i tonelli e la consolle per ricaricare IMOB.

I biglietti IMOB di cartone sono prodotti con chip mifare dalla LAB ID.

La RATP assieme ad altre società ha fondato un'associazione che si chiama CLUB, ovvero ContactLess technologies User Board.

Per esempio: ACS Solutions e LAB ID sono membri di tale associazione.

Questa associazione, basata sulla legge 1 luglio 1901 e successivi statui, promuove i sistemi di pagamento RFID legati alla mobilità.

Le cariche principali dei fondatori sono:

Presidente: RATP (Règie Autonomes des Transports Parisiens)
Vicepresidente: CCFL (Companhia Carris de Ferro de Lisboa, S.A.)
Tesoriere: ACTV (Azienda del Consorzio Trasporti Veneziano)
Segretario: Landkreis Konstanzs (Bodensee Euroregion)

In italia esiste la filiale di questa associazione CLUB, si chiama CLUB Italia. ( http://club-italia.com )
Tra i soci ci sono moltissime aziende di trasporti ed entità varie.

Tra queste emerge anche QUID (Salone italiano delle soluzioni di identificazione automatica):
QUID promuove l'identificazione automatica.

In quid si può arrivare addirittura a Stefano Petecchia (ministero degli interni e polizia) il quale si occupa di tante cose:
Dai braccialetti per l'identificazione dei carcerati fino ai documenti di viaggio al G8.

Dalle proiezioni delle riunioni di CLUB Italia emergono molti dati interessanti:
Spesso si vede come viene progettato il sistema centrale, anche di IMOB, dove tutti i dati fanno il giro di parecchie entità.

Infatti IMOB viene anche pensato come contenitore non solo per i mezzi pubblici, ma per molto altro. Provate a pensare a tutto ciò che facciamo in un unico archivio condiviso. Proprio quello che non piace ai Garanti della Privacy europei, Garante italiano compreso.

Vai a teatro, al museo, all' intenret point, vai sui mezzi ACTV, prendi il treno, etc... tutte le azioni saranno archiviate in un unico punto. Somiglia tanto ad un Panopticon digitale.

Dalle proiezioni delle riunioni emergono cose strane, come per esempio proposte di profilazione degli utenti:


Il signor Rossi sale sul 12, alla fermata 171 alle 7:36.
Scende alla fermata 184 alle 7:49.
Il signor Rossi sale sulla linea BLU, alla fermata Lanza alle 7:54.
Scende alla fermata Turati alle 8:09.

Si trovano Abitudini, Percorrenze ,Orari , Linee,Stagionalità. Per tutta la vita del Signor Rossi.

Magari il signor Rossi non sa che “bippando” il suo IMOB qualcuno lo sta seguendo.
Magari il signor Rossi vorrebbe farsi anche gli affari suoi senza essere seguito.
Magari qualche signor Rossi vorrebbe opporsi a tutto questo inseguimento rimanendo in regola.

Se l'interesse fosse quello di migliorare il servizio basterebbe sapere che un numero di persone, non importa quali nello specifico, prende un mezzo e poi un altro, e così via. Qui si parla specificatamente del Signor Rossi.

IMOB identifica gli spostamenti perchè è un sistema di identificazione automatica legato alla mobilità, associato all'utente che lo usa, nel posto in cui lo usa ed invia tutti i dati ad un sistema di raccolta centrale.

Basta leggere il manuale del palmare LDP415 in dotazione ai dipendenti ACTV.
Su quel manuale si può notare, dalla schermata del palmare in dotazione, mentre viene controllato un IMOB oppure un biglietto, tutti i dati sugli spostamenti.
Si può anche scorrere per vedere le “bippate” precedenti.



Nell'associazione di RATP (ovvero Club) si usa il sistema di RATP stessa che è chiuso, controllato da “loro”, con copyright e brevetti, ma non solo addirittura in parte segretato.

Ricordiamoci ciò che i Garanti della Privacy stabiliscono su RFID, soprattutto in relazione a queste “bippate” che siamo costretti a fare. (Vedi contratto sul retro del modulo di richiesta)
Il Garante della Privacy è stato molto chiaro nel provvedimento 9 marzo 2005 su RFID:
"Determinati impieghi della RFID possono costituire una violazione del diritto alla protezione dei dati personali (art. 1 del Codice) ed avere serie ripercussioni sull'integrità e la dignità della persona, anche perché, per le ridotte dimensioni e l'ubicazione delle cd. "etichette intelligenti" e dei relativi lettori, il trattamento dei dati personali attraverso la RFID può essere effettuato all'insaputa dell'interessato."

Ovviamente in questo caso il sistema RFID è usato della validatrice IMOB in modalità “contactless” perchè la validatrice stessa è contactless.
Ma la tessera IMOB funziona anche in modalità RFID.
Vediamo il resto, in relazione all'obbligo di convalida dell'abbonamento ACTV prima di ogni corsa:

"In particolare, come rilevato anche dal Gruppo dei garanti europei (documento di lavoro adottato il 19 gennaio 2005 dal Gruppo costituito ai sensi dell'art. 29 della direttiva n. 95/46/CE, l'impiego di tecniche di RFID, da parte sia di soggetti privati, sia di soggetti pubblici, può determinare forme di controllo sulle persone, limitandone le libertà.
Attraverso l'impiego della RFID, potrebbero, ad esempio, raccogliersi innumerevoli dati sulle abitudini dell'interessato a fini di profilazione, tracciare i percorsi effettuati da quest'ultimo o verificare prodotti (vestiti, accessori, medicine, prodotti di valore) dallo stesso indossati o trasportati."


Tale provvedimento prevede anche la possibilità di disattivare il chip RFID.
Devono essere messi dei cartelli che indicano dove sono le aree sottoposte a RFID. (Sulle validatrici c'è scritto “RFID System”)
Sull'informativa nel modulo di richiesta deve essere specificato che vengono usate tecniche RFID.
Sull'informativa di IMOB, RFID non è menzionato.
Non si parla dell'invio dei dati relativi agli spostamenti verso un sistema centrale.

Sul sito di hello venezia (http://www.hellovenezia.com ) quando erano i primi periodi di IMOB, in cui uscivano i video su YouTube che parlavano di IMOB e di privacy, furono censurate le risposte alle domande più frequenti (FAQ):

É possibile essere tracciati con il sistema IMOB?

Ci si può opporre al trattamento dei dati, è un nostro diritto riconosciuto per legge.
Non ha senso validare l'abbonamento pagato mensilmente ad ogni corsa.
Non ha senso tenere traccia delle validazioni di un abbonamento, perchè le “bippate” non sono singoli pagamenti.

Per il problema IMOB la miglior soluzione può essere:
Chiedere ufficialmente ad ACTV di emettere tessere di abbonamento valide senza obbligo di convalida ad ogni corsa.
(Vedi contratto sul retro del modulo di richiesta IMOB).

Secondo il presidente di ACTV Bippare non è obbligatorio, almeno per ora.
Qundi non bippate l'abbonamento pagato mensilmente.

Se per ipotesi vi fanno la multa per l'abbonamento valido e non bippato:

In questo caso denunciate ACTV ed il suo presidente per truffa:
Prima vi dicono che non serve bippare e poi vi fanno la multa se non bippate.


Questo tipo di abbonamenti e biglietti esiste in diverse città e ralative aziende di trasporti.
La lista la potete trovare sul sito di Club Italia.

Non fatevi fregare, chiedete a mezzo raccomandata A/R il blocco dei vostri dati in base all'art 7 D.gl 196/2003. Se non vi danno risposta entro 15 gg, mandatela al Garante della Privacy.
( http://www.garanteprivacy.it )

Per segnalazioni riguardo i sistemi di bligliettazione elettronica basati su calypso, rfid, mifare appartenenti e non a membri del gruppo Club, malfunzionamenti, anedoti, etc... Potete usare lo spazio adibito ai commenti quì sotto, inserendo come segnalazione.
 

Nuovo articolo su IMOB:
Per tutta la vita del sig. Rossi

 

Modulistica:
Esercizio dei diritti in materia di protezione dei dati personali

 

Articoli correlati:
Imob Venezia, Per tutta la vita del Sig.Rossi
Articolo: Non serve bippare
Video su imob (Youtube)

 

Links:
La validatrice:
Proxibus PCE 415 (La validatrice)
Altre validatrici, ne riconoscete qualcuna?
Validatrice usata per ACTV (Dati tecnici)

Il palmare del controllore:
Il palmare LDP 415 (Lo riconoscete?)

Terminale di vendita:
Proxibus MDS 415

Con questi ti obbligano a bippare:
CAx 411/412/413

Sistemi di bigliettazione:
ATLAS

Fonti:
Fonte (Dove abbiamo trovato alcuni links)
Fonte (dove abbiamo trovato i video)

Biglietti Chip on paper:
LAB ID (Blgietti chip on paper)
Biglietti chip on paper (DATASHEET)
Biglietti chip on paper (Press rel.
Altri chip on paper di LAB-ID

Calypso:
Calypso Specifica tecnica
Documentazione tecnica Calypso
Calypso N.A.

CLUB Contactless User Board:
Club Italia
Riunioni di Club Italia
Club Contactless

IMOB:
Imob venezia

Garante Privacy:
Garante Privacy
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