Il Blog che guarda tutto cio che vede
Occhio alle telecamere

Osservare le telecamere si fa sempre più interessante: Capire cosa guardano per capire cosa gli interessa.
Quali sono gli obiettivi più graditi? Profiliamo le telecamere per trarre profili di chi sta dietro alle telecamere.
Analizzando la videosorveglianza Veneziana si scoprono dei tramaci molto interessanti.

Balza subito all’occhio che mancano due telecamere del sistema Argos che farebbero parte dei 40 sensori. Quindi dovremo essere a 38, poi c’è una telecamera Argos che è coperta. Si, è stata coperta!
Osservando a ritmi cadenzati il sito del sistema Argos appare evidente che ogni tanto una telecamera sia coperta. Sempre la stessa.



Ci è sempre stato raccontato che le telecamere diano sicurezza. Francamente è una questione auto referenziale, allo stato attuale in Italia non è stata mai fatta alcuna sperimentazione scientifica o statistica che abbia dimostrato l’efficacia della videosorveglianza urbana. All’interno di un esercizio commerciale è utile, tuttavia in ambito urbano questa utilità viene meno.
Le stesse autorità Londinesi manifestano il fatto che grazie alle telecamere si siano scoperti solo il 3 percento dei reati svolti in aree videosorvegliate.

La seconda nazione in Europa ad investire in videosorveglianza urbana è l’Italia. Principalmente per questioni di carattere politico, elettorale ed economico (acquisire soldi da finanziamenti europei).
Insomma in poche parole trarne profitto, senza alcun elemento positivo per i cittadini, anzi.

Cosa stanno guardando le telecamere di Venezia?
Oggi grazie al Progetto Anopticon possiamo saperlo.
Ci si aspetta che osservino i monumenti, vigilino sulle situazioni potenzialmente pericolose, siano un deterrente per i criminali ecc... ecc...

Basta pensare che quando passi in auto sul ponte di Calatrava ti vede una telecamera su 23. Quando è successo la Polizia è stata avvertita da una telefonata della gente che alla mattina si trovava sul posto.

Pensiamo al parco vicino alla stazione di Mestre, 9 telecamere e non cambia nulla, stessi problemi di sicurezza.

Mah!

Comincerei ad analizzare per esempio la telecamera di campo S. Apostoli.



Questa telecamera è stata messa in una posizione non ottimale, in quanto ha davanti un’edicola ed un albero che ostruisce in parte la visuale.
Se il motivo dell’installazione fosse per esempio il controllo dello spaccio di droga, la suddetta telecamera dovrebbe osservare anche verso le panchine. Non si sa mai, tossico dipendenti oppure spacciatori. Potrebbe osservare il campo e gran parte della Strada Nuova.
Effettivamente si tratta di un punto strategico dove le persone si spostano con grandi flussi. Questo campo collega strade tra tre zone molto vaste di Venezia, è come se per di la passasse un’arteria importante per il passaggio di persone da una parte all’altra della città.
Ma dove guarda?
Sul ponte! Da Anni!
Quindi alla telecamera non interessa cosa succede in campo S. Apostoli. Per esempio uno stupro, un omicidio, un racket di droga... Interessa solo chi passa per un punto obbligato.
E se qualcuno facesse un graffito sulla facciata della chiesa dei Santi Apostoli? Sarebbe fuori campo massimo!

Una telecamera ogni isola lungo tutta la strada nuova. Dove guardano queste telecamere?
Guardano sempre lungo il percorso ma sono effettivamente puntate sui ponti.
I ponti sono dei passaggi obbligati, quindi vedono chi passa.
Se osserviamo dove sono posizionate le telecamere di videosorveglianza e dove guardano, ad eccezione di poche come per esempio quella in campo S. Polo, ci accorgiamo che sono puntate su punti di passaggio obbligato.
Addirittura in Campo S. Margherita c’è una telecamera che guarda, quasi al limite, da tutt’altra parte, verso i Carmini.

Quindi a Venezia c’è un sistema di videosorveglianza che guarda sostanzialmente chi passa sui ponti e sulle calli/passaggi obbligatori, quasi come se dovesse controllare i flussi di persone che si spostano da una parte all’altra della città.
Può capitare di tutto, eccetto le manifestazioni in Campo S. Margherita, senza che venga registrato nulla.

Dalla pubblicità fatta sul sito del ministero dell’interno pare che anche a Venezia si sperimenti la videosorveglianza intelligente. Cosa vuol dire? Le telecamere fanno le furbe e diventano omertose oppure tracciano i nostri spostamenti con alcuni programmi che analizzano le immagini?

Purtroppo si parla del secondo caso, anche se l’esperienza mi suggerisce che anche il primo sia in qualche modo accettabile!

Uno studio sulla videosorveglianza urbana è una cosa interessante che potrebbe essere esportata a tutti i progetti Anopticon anche nelle altre città. E’ si è proprio il caso di dirlo: “Grande Fratello, Noi ti stiamo guardando”.

 

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